Calcolo per le Curve
Una curva è la traiettoria di un punto che si muove nello spazio: pensa a un'auto su una strada o a un pianeta in orbita. In questo capitolo impariamo a descrivere matematicamente le curve (parametrizzazione), a misurarne la lunghezza, a quantificare quanto "curvano" (curvatura), e a integrare lungo di esse — sia funzioni scalari (massa di un filo) sia campi vettoriali (lavoro di una forza). Questi integrali di linea sono il fondamento geometrico dei teoremi di Gauss-Green e Stokes.
Teoria Completa
8Una curva parametrica è una funzione che a ogni valore del parametro associa un punto . Il parametro è spesso il tempo: è la posizione, la velocità, l'accelerazione.
Curva vs traiettoria. La curva è la funzione , non solo l'insieme dei punti che descrive (il sostegno). Lo stesso sostegno può essere percorso a velocità diverse, in versi diversi, più volte: sono parametrizzazioni distinte. Esempio: e disegnano la stessa circonferenza, ma la seconda la percorre il doppio più veloce.
Curva regolare. Una curva è regolare se per ogni : la velocità non si annulla mai. Questo garantisce l'esistenza di una direzione di marcia ben definita, il versore tangente:
Nei punti dove la curva può avere cuspidi o spigoli (es. la cicloide tocca il suolo con velocità nulla e forma una cuspide).
Come si misura la lunghezza di una curva storta? Idea: la si approssima con tanti piccoli segmenti, si sommano le loro lunghezze e si passa al limite. In un intervallino il punto si sposta di , lungo . Sommando (integrando):
La quantità è l'elemento d'arco: il "metro infinitesimo" con cui pesiamo gli integrali di linea.
Indipendenza dalla parametrizzazione. La lunghezza è una proprietà geometrica del sostegno, non di come lo percorriamo: una parametrizzazione più veloce ha maggiore ma intervallo di tempo più breve, e i due effetti si compensano esattamente.
In coordinate polari. Se la curva è data da , ponendo , e svolgendo i conti si ottiene
Il termine tiene conto dello spostamento angolare (arco ), il termine dello spostamento radiale.
Parametro d'arco. Si può riparametrizzare con (lunghezza percorsa) ponendo : la curva è allora percorsa a velocità unitaria, e molte formule (curvatura, Frenet) si semplificano.
La curvatura misura quanto rapidamente la curva cambia direzione: è la velocità di rotazione del versore tangente rispetto alla lunghezza percorsa, . Una retta ha (la direzione non cambia); una circonferenza di raggio ha costante (più è piccola, più curva).
Per una curva generica nello spazio, la formula pratica usa velocità e accelerazione:
Perché il prodotto vettoriale? Solo la componente dell'accelerazione perpendicolare alla velocità fa curvare la traiettoria (quella parallela cambia solo il modulo della velocità). Il prodotto isola proprio quella componente perpendicolare, e il suo modulo la misura.
Per un grafico , prendendo :
Cerchio osculatore. In ogni punto, il raggio di curvatura è : è il raggio del cerchio che meglio approssima la curva lì (la "bacia", da osculum). Una macchina in curva con raggio di curvatura subisce accelerazione centripeta : ecco perché le curve strette (piccolo , grande ) si prendono piano.
Vogliamo "sommare" i valori di una funzione scalare lungo una curva . Pesando ogni valore con l'elemento d'arco :
Interpretazione fisica. Se è un filo e la sua densità lineare (massa per unità di lunghezza), allora è la massa totale del filo. Con si ritrova la lunghezza. Il valore medio di lungo è .
Indipendenza dall'orientazione. Poiché , l'integrale di 1ª specie non cambia se si percorre la curva nel verso opposto: la massa di un filo non dipende da quale estremo chiami "inizio".
Per un campo vettoriale (es. una forza, un campo elettrico) interessa la componente tangente alla curva: è quella che compie lavoro. L'integrale di linea di 2ª specie è
Interpretazione fisica. Se è una forza, questo è il lavoro compiuto lungo . Il prodotto scalare proietta la forza sulla direzione del moto: una forza perpendicolare al cammino non compie lavoro (come la forza centripeta su un'orbita circolare).
Dipendenza dall'orientazione. A differenza della 1ª specie, qui il segno cambia invertendo il verso di percorrenza: . Tornare indietro lungo lo stesso cammino restituisce il lavoro fatto all'andata.
Un campo è conservativo se è il gradiente di una funzione scalare , detta potenziale: . Per questi campi accade qualcosa di magico: il lavoro non dipende dal cammino, ma solo dagli estremi.
Conseguenza immediata: su un cammino chiuso () il lavoro è nullo, . È il principio di conservazione dell'energia: la forza peso o quella elettrostatica non "creano né distruggono" energia su un giro completo.
Come riconoscere un campo conservativo. In , su un dominio semplicemente connesso (senza buchi), vale
È la stessa condizione di esattezza delle ODE: le derivate incrociate devono coincidere (simmetria della matrice Jacobiana). Attenzione al dominio: su domini con buchi la condizione è necessaria ma non sufficiente (controesempio classico: il campo "a vortice" attorno all'origine).
Trovare il potenziale: si integra in , poi si impone per fissare la costante d'integrazione — esattamente come per le equazioni esatte.
Molte curve si descrivono naturalmente in coordinate polari , dove è la distanza dall'origine e l'angolo. Il legame con le cartesiane è , .
- Circonferenza: (costante).
- Spirale di Archimede: — il raggio cresce linearmente con l'angolo (solchi di un disco, molle a spirale).
- Cardioide: — forma a cuore, diagramma di un microfono direzionale.
- Rosa: — petali ( petali se dispari, se pari).
La velocità in polari ha componente radiale e componente trasversa , da cui l'elemento d'arco già visto. L'area spazzata da una curva polare è — formula alla base della seconda legge di Keplero (il raggio pianeta-Sole spazza aree uguali in tempi uguali).
In ogni punto di una curva regolare nello spazio si costruisce un sistema di riferimento mobile, il triedro di Frenet , che accompagna il moto:
- Versore tangente : direzione del moto.
- Versore normale : punta verso il centro di curvatura (dove la curva "piega").
- Versore binormale : perpendicolare al piano osculatore.
Le formule di Frenet legano le derivate di questi versori a due quantità geometriche: la curvatura (quanto la curva piega nel piano osculatore) e la torsione (quanto esce da quel piano, "avvitandosi"):
Una curva piana ha ; un'elica ha e costanti. Curvatura e torsione determinano la curva a meno di movimenti rigidi (teorema fondamentale delle curve).
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